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Rubrica CEJA, numero 3, gennaio 2013

Questo mese, nella regolare rubrica CEJA (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), Massey Ferguson parla con Matteo Bartolini, Presidente del CEJA, del 2014, anno dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale dell'agricoltura familiare.

MF: Perché è importante l'agricoltura familiare? Cosa si intende per azienda agricola a conduzione familiare?
MB: Il CEJA ha accolto calorosamente l'iniziativa Anno internazionale dell'agricoltura familiare dell'ONU. Questo è, tra l'altro, un argomento a me particolarmente caro. È nostro impegno contribuire alla promozione dell'agricoltura familiare e aumentare la consapevolezza del suo ruolo nel mondo. I giovani agricoltori, presente e futuro del modello di agricoltura familiare, sono particolarmente importanti in questo dibattito e devono giocare un ruolo fondamentale. Nella definizione di agricoltura familiare rientrano piccoli proprietari terrieri e agricoltori su media scala le cui attività sono gestite da una famiglia e che fanno affidamento principalmente sulla manodopera familiare. Nel mondo ci sono oltre 500 milioni di agricoltori familiari che rappresentano l'80% delle aziende agricole e producono il 70% del cibo prodotto globalmente. Queste aziende agricole a conduzione familiare forniscono occupazione e reddito a ben oltre due miliardi di persone e contribuiscono a preservare le risorse naturali e le colture alimentari tradizionali. Sono fondamentali per la protezione della biodiversità. Gli agricoltori familiari sono una delle popolazioni più vulnerabili al modo, specialmente in caso di crisi o catastrofi come eventi meteorologici rilevanti o terremoti.

MF: Quali risultati può ottenere l'Anno dell'agricoltura familiare?
MB: Per cambiare il quadro globale delle politiche agricole, deve aumentare la consapevolezza su questi problemi e, in particolare, sull'importanza della nuova generazione di agricoltori. Il settore dell'agricoltura familiare deve essere reso, dal punto di vista finanziario, più appetibile per i giovani garantendo il sostegno pubblico, catene di fornitura più brevi e un migliore accesso alla terra, al credito e ai mercati.

MF: Qual'è la più grande sfida alla sostenibilità dell'agricoltura familiare in Europa?
MB: Senza dubbio l'invecchiamento demografico nel settore. Nonostante il modello di agricoltura familiare, l'età media degli agricoltori sta aumentando e il numero di aziende agricole sta diminuendo. Le aziende agricole a conduzione familiare non vengono lasciate alle generazioni più giovani e quando accade, accade troppo tardi. La successione deve essere semplificata e promossa per invertire la tendenza all'invecchiamento della popolazione agricola e per garantire la produzione alimentare futura all'interno e al di fuori dei confini europei.

MF: Come possiamo mantenere in salute l'agricoltura familiare in Europa?
MB: Per garantire che l'agricoltura familiare continui a contribuire alla competitività dell'Europa nel settore agricolo e per mantenere la nostra tradizione di cibo di elevata qualità, fresco e sicuro, dobbiamo concentrarci sulle opportunità che un aumento di giovani agricoltori offre al modello. Garantire il futuro del modello europeo di agricoltura familiare è di vitale importanza non solo per non interrompere la tradizione europea di fornire cibo sicuro, vario e di elevata qualità, ma anche per mantenere la competitività dell'Unione europea nel mercato globale. L'agricoltura familiare è importante anche perché contribuisce ad aumentare il valore aggiunto nel settore agricolo grazie a catene di fornitura più brevi, alle vendite dirette e garantendo l'occupazione dei giovani nelle zone rurali. Questo soprattutto in un momento in cui, in tutta Europa, la disoccupazione giovanile è un livello allarmante, specialmente nelle campagne.

MF: Cosa può offrire ai giovani il modello di agricoltura familiare?
MB: Occupazione, reddito e opportunità. I giovani agricoltori possono anche contribuire alla modernizzazione del settore, aumentare il livello di innovazione mediante l'uso della tecnologia e svolgere attività di ricerca e sviluppo, mantenendo, nel contempo, una maggiore coscienza ambientale. Questo dovrebbe essere il punto focale della discussione sulla sostenibilità del modello europeo di agricoltura familiare. Senza i giovani agricoltori, l'agricoltura familiare in Europa non sopravviverà a lungo. Inoltre, è opinione largamente condivisa che le aziende agricole a conduzione familiare del mondo dovranno affrontare la sfida rappresentata dall'aumento della domanda globale di cibo, in particolare di proteine animali. Gli agricoltori familiari dovrebbero essere considerati una soluzione al problema della fame nel mondo, ma ciò sarà possibile solo se il numero di giovani nel settore inizierà ad aumentare.

MF: Come contribuirà all'iniziativa il CEJA?
MB: Come membro associato dell'Organizzazione mondiale degli agricoltori (World Farmers’ Organisation - WFO) e presidenza del suo comitato di giovani agricoltori, il CEJA , attraverso la sua presenza nel WFO, darà il suo contributo all'interno Comitato direttivo dell'ONU sull'agricoltura familiare. Porremo particolare enfasi su quanto il modello dipenda dai giovani. È essenziale che la gioventù in generale e i giovani agricoltori in particolare assumano un ruolo centrale nel dibattito.

Se volete mettervi in contatto con Matteo Bartolini o con il CEJA, inviate un'e-mail a allusers@ceja.eu

Nel mondo ci sono oltre 500 milioni di agricoltori familiari che rappresentano l'80% delle aziende agricole e producono il 70% del cibo prodotto globalmente.