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Rubrica CEJA, Numero 39, Ottobre 2017

Iris Bouwers, CEJA

Nella rubrica di questo mese di CEJA (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), intervistiamo Iris Bouwers, una dei neo-eletti Vicepresidenti dell’organizzazione.

MF: Come sei stata coinvolta nel mondo dell’agricoltura e di quale tipo di coltivazioni ti stai occupando al momento?

IB: Da piccola, crescendo in un’azienda agricola mista, volevo diventare una veterinaria; ma crescendo, ho scoperto che i miei talenti potevano trovare riscontro nel settore dell’imprenditoria. Ho quindi deciso di studiare agribusiness; durante l’università ho realizzato finalmente di voler diventare un’agricoltrice grazie al percorso di studi che stavo frequentando e ai miei compagni di università. I miei genitori non avrebbero mai potuto pensare che io mi potessi interessare all’attività di famiglia, ma ad oggi posso dire che stiamo lavorando molto bene insieme! Nell’azienda di famiglia, alleviamo 1.250 maiali e coltiviamo sei tipi di coltivazioni diverse su una superficie di 120 ettari.

MF: Pensi che sia più difficile entrare nel settore per i giovani agricoltori che non provengono da una famiglia già inserita nel business? Perché?

IB: Assolutamente. Non penso che il cambio generazionale nelle aziende agricole familiari sia facile, ma credo che, in mancanza di opportunità all’interno della famiglia, il successo nel settore agricolo sia difficile da raggiungere. Vediamo giovani agricoltori di tutta Europa con accesso limitato alla terra e ai fondi.
Quando cominci con pochi soldi e senza azienda, entrare nel settore risulta molto difficoltoso. Fortunatamente la generazione corrente di giovani agricoltori è innovativa e trova spesso modi nuovi e intelligenti di fare business, ma meno facilmente di altri.

MF: Come giovane agricoltrice, come percepisci la tua posizione nel settore agricolo? Cosa può essere fatto per attrarre più donne verso il mondo dell’agricoltura?

IB: L’agricoltura è uno stile di vita, per gli uomini come per le donne. Il fatto che poche donne siano a capo di aziende agricole non mi disturba. Credo che sia spesso una scelta individuale e che ognuno possa gestire la sua attività come meglio crede. Penso che le giovani agricoltrici siano talentuose e adatte alla vita agricola tanto quanto gli uomini. Personalmente, non penso che le ONG e i governi debbano sforzarsi di attrarre più donne verso il mondo agricolo. Spero soltanto che non solo loro, ma anche gli uomini del settore realizzino di poter fare lo stesso lavoro usando i loro punti di forza.

MF: Cosa ti ha spinto ad unirti al movimento dei giovani agricoltori e perché è così importante?

IB:Ho iniziato come rappresentante internazionale dell’associazione dei giovani agricoltori fiamminghi. Prima di quello ero già coinvolta nella politica (agricola). Per quanto riguarda la politica, ho notato molto velocemente come la maggior parte delle scelte fondamentali per l’agricoltura vengano emanate a livello europeo. In questo modo, se volessi cambiare qualcosa, se volessi davvero proporre dei cambiamenti per i giovani agricoltori, dovrei farlo a livello europeo. I giovani agricoltori sono il futuro. Loro avranno il compito di sfamare il pianeta all’interno di un sistema in continuo cambiamento e sviluppo; hanno perciò bisogno di una rappresentanza compatta e ben strutturata al fine di assicurarsi di non avere solo agricoltori ora, ma anche tra 30 anni.

MF: Da quanto sei coinvolto con CEJA e cosa comporta il tuo ruolo attuale di Vicepresidente dell’organizzazione?

IB: Sono stata eletta solo pochi mesi fa e il mio mandato durerà due anni. Nel mio ruolo corrente di Vicepresidente mi sto concentrando su argomenti come relazioni internazionali, pagamenti diretti e questioni ambientali all’interno della Politica Agricola Comune. Insieme al mio collega, Tomáš Ignác Fénix, mi sto occupando dell’aggiornamento del processo decisionale. Queste sono tutte sfide importanti, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.

MF: Che traguardo vorresti raggiungere come Vicepresidente di CEJA?

IB: Ci attendono molte sfide. Basta pensare alla Brexit, ai traguardi di sostenibilità dell’Accordo di Parigi e alle nuove minacce per il commercio. I giovani agricoltori dovranno trovare un modo per convivere con quelle sfide e spero che CEJA possa facilitare ciò.
Voglio inoltre che CEJA sia fortemente coinvolta nella creazione della nuova Politica Agricola Comune. Spero che noi, come consiglio organizzativo, possiamo fornire alla Commissione Europea le giuste informazioni e feedback per fare in modo che i giovani agricoltori possano veramente sviluppare le loro attività e ricevere maggiore supporto dall’Unione Euopea.

 

Per contattare Iris Bouwers o CEJA, email allusers@ceja.eu

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